lunedì 18 giugno 2007

LA COSCIENZA SPORCA



Lettera del 19 Gennaio 2002


Tipico caso di mancata onestà dei consulenti della scuola che al momento della stipula dei contratti "si dimenticano" di far presente al cliente che deve firmare una richiesta di finanziamento che provvederanno loro a compilarvi in fretta e furia per poi farvela firmare, oramai è chiara la situazione, per Wall Street Institute l'importante è spillarvi i soldi, anche a costo di essere disonesti truffando i clienti, magari qualche consulente che lavora nel WSI potrebbe spiegarci come si sente con la coscienza?


Tipo_form - CONSIGLIRICHIESTA - Gentile ADUC, intendo esporVi quanto accadutomi nei giorni scorsi.Il 19 dicembre 2001 sono stata contattata telefonicamente dal Wall Street Institute (WSI) di Torino (p.zza Castello, 139 tel. 011-549203)che mi proponeva l'acquisto di un corso di inglese ad un prezzo scontato del 45% se stipulavo il contratto entro il 31 dicembre.Il 21/12/2001 mi sono presentata nella sede torinese dell'istituto dove la Sig.ra Adriana Sasso, consulente didattico, mi ha esposto i terminidell'offerta: costo del corso 4.334.400£ pagabile in 28 rate mensili da 154.800£ ciascuna. Il 27/12/2001 mi ripresento in sede e firmo il contratto alla presenza del Sig. I*** R***, altro consulente didattico, poichè la Sig.ra Sasso non è disponibile perchè in ferie.Il contratto, così come è emerso dalla trattativa che lo ha preceduto, è finalizzato all'acquisto del corso di Inglese. Il 16 Gennaio 2002 mi arriva a casa la fattura del corso pari a 3.600.000.£ Sospettosa per l'evidente discrepanza tra il prezzo pattuito e quello fatturato (ben 734.400£)mi presento immediatamente in sede per parlare con un responsabile. Vengo così a conoscenza del fatto che, a mia insaputa, al momento della stipula del contratto mi è stato fatto sottoscrivere anche un modulo di richiesta di finanziamento presso una finanziaria di Milano, la LINEA S.p.a (via Caldera, 21 20153 MI) e che le 734.400£ equivalgono al 15, 81% di interesse che tale finanziaria richiede. Faccio presente che nessuno mi ha detto che il prezzo originario del corso era di £3.600.000 e che la rateizzazione avrebbe implicato l'apertura di un finanziamento. Chiedo immediatamente di bloccare il contratto. Il giorno successivo (17/1/2002)chiedo ed ottengo un appuntamento con il Sig. R***: egli ammette di non avermi parlato della LINEA S.p.a (e delle molteplici possibilità di pagamento, diverse della rateizzazione) perchè convinto che lo avesse già fatto la Sig.ra Sasso durante il primo incontro. Telefoniamo immediatamente alla Sig.ra S*** che ammette apertamente di essersene dimenticata (???). A quel punto, alla presenza del responsabile del WSI di Torino chiedo che venga accettata la mia lettera di rescissione del contratto (che io avevo redatto e mi ero portata dietro). Il responsabile non accetta di ritirarla, ma dichiara che pur di non aver più a che fare con persone come me è ben disposto ad annullare il contratto e restituirmi le 250.000£ di acconto tramite assegno circolare. Alla richiesta di un foglio che attesti quanto da lui affermato, mi viene risposto "deve fidarsi sulla parola, le invierò una lettera di disdetta del contratto entro la settimana prossima". Ora: visto l'andazzo io non mi fido per nulla. Ho già redatto due lettere di disdetta dal contratto (una diretta al WSI, l'altra alla LINEA S.p.a.) che spedirò oggi (18 gennaio 2002) tramite R/R. In entrambe mi sono appellata al fatto che la mia firma è stata estorta facendomi credere di firmare un atto di diversa natura e che, mancando il requisito della VOLONTA', l'atto è da considerarsi giuridicamente non valido.Inoltre, il modulo della LINEA S.p.a. presenta alcune fondamentali mancanze. Mancano: 1) il cod.fisc/P.Iva della LINEA S.p.a.2) il capitale sociale3) la specificazione del tasso di interesse4) la compilazione dei punti E, F, G riguardanti, rispettivamente: l'importo finanziato, il costo del finanziamento ed il tot da rimborsare Inoltre, sul modulo c'è espressamente scritto che il foglio vale come *richiesta* di finanziamento e come tale deve essere valutata ed eventualmente *accolta*....ma nessuno mi ha fatto sapere se tale richiesta è stata accolta!!! Per ora non ho pagato ancora nulla, fatta eccezione per le 250.000£ di acconto. Il pagamento della prima rata sarebbe dovuto partire dal 20 gennaio 2002. Oggi è il 18 gennaio. E ieri il responsabile del WSI mi ha detto che accetta di annullare il contratto. Domanda: ho agito correttamente? Cos'altro devo fare? Sono ancora nei termini di legge VALIDI per rescindere dai 2 contratti? Oggi stesso (tra qualche ora!) mi recherò presso l' Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori di Torino (via Alessandria, 21) pervalutare in tempi brevi cosa fare e come. Secondo voi?Grazie dell'aiuto.

Risposta dell'ADUC Avendo ricevuto una proposta di rateizzazione, in effetti era scontato che fosse previsto un finanziamento (e quali fossero le condizioni effettive, avrebbe dovuto chiederlo). Inoltre, e' un po' difficile sostenere di aver firmato senza sapere: se c'e' una cosa su cui sono pochi i giudici a transigere, e' proprio il fatto di non leggere quello che si firma -che si ritiene accettato.Pertanto, o presenta una denuncia in magistratura, sostenendo di essere stata raggirata, di essere stata volontariamente indotta in errore e di essere momentaneamente stata indotta in uno stato di temporanea incapacita' di intendere e di volere -conseguentemente contestando la validita' del contratto stipulato, inviando una raccomandata A/R in cui ne intima l'annullamento in quanto viziato nella volonta'- oppure la questione e' alquanto difficile da affrontare.Nessuno dei due contratti e' rescindibile (se non pagando le previste penali) in quanto stipulati nei locali commerciali e dunque -essendo inapplicabile la deroga normativa- validi da subito in modo pieno. Ad ogni modo, puo' darsi che -anche senza la denuncia- vedendosi arrivare la raccomandata siano disponibili a proporle un accordo accettabile. Altrimenti, dovra' valutare se presentare o meno la denuncia in questione.In aggiunta, per quanto concerne il finanziamento, puo' anche contestare le mancanze e sostenere che, essendo il contratto incompleto nei suoi punti piu' rilevanti, non possa ritenersi concluso e legittimato. Temiamo tuttavia che possa esserle fatto presente che e' solo la sua copia ad essere sbiadita: in caso la carta fosse calcante, a fronte di una sua firma sull'atto incompleto, e' possibile che questa contestazione le venga mossa. Ovviamente, lei potra' a sua volta reiterare la propria posizione -ricordando che, pur risolvendo il finanziamento per irregolarita' di quest'ultimo, non si libera dal contratto principale.

4 commenti:

Lattini ha detto...

... volevo iscrivermi ad un corso di inglese, vorrei sapere se, visti i tempi trascorsi, la situazione è ancora la medesima.
Comunque grazie farò attenzione

Lilly ha detto...

Io prima di parlare di truffa mi metterei a riflettere. Conosco personalmente il Sig. I***** R***** e posso assicurare che è una persona trasparente ed eccezionale. Non credo che lui e tutti gli altri consulenti possano avere dei problemi con la propria coscienza. Se si trattasse di una truffa la catena WSI non esisterebbe più da tempo. Il problema è che la cliente ha firmato una cosa senza nemmeno leggerla...Non è il Wall street ad aver sbagliato, ma lei stessa. Non credo proprio che l'abbiano minacciata o altro..Prima di scrivere certe cose proverei a rifletterci un po' di più. Questa è la visione di una studentessa del Wall Street che non si sente per nulla truffata, anzi consiglio a tutti di acquistare questo corso perchè è davvero meritevole!!!

buongiorno ha detto...

anche io mi ritengo truffata dalla wall street institute. anche noi non sapevamo di sottoscrivere un finanziamento ma di pagare delle rate alla scuola e le rate dovevano essere 12 invece di 16. inoltre ci sono ovviamente anche gli interessi. si è vero la legge non ammette ignoranza e probabilmente il contratto che abbiamo firmato era legalmente corretto ma non ci dovevamo fidare del dipendente o socio della scuola. noi siamo stati ingannati

buongiorno ha detto...

possiamo provare a promuovere un class action con l' associazione altroconsumo .ma dobbiamo essere in tanti