domenica 17 giugno 2007

LA BORSA DI STUDIO DELLA CEE


Lettera del 22 Giugno 2000 ADUC


In questa lettera noterete come la nostra grande scuola usa l'arte dell'inganno e della menzogna per portare alla firma un povero cittadino, gli verrà detto che ha vinto una borsa di studio!



Tipo_Form.............CONSIGLIRICHIESTA.............Circa tre mesi fa sono stato contattato telefonicamente da una scuola di lingue il Wall Street Institute che mi informava di aver vinto una borsa di studio di un valore di un milione e trecentomila lire messa a disposizione dalla Comunita' europea per un corso di lingue. Recatomi nella loro sede mi spiegavano che quella borsa copriva una parte del corso e che avrei potuto pagare la parte mancante con comode rate mensili, inoltre siccome il corso era su vari livelli potevo decidere in ogni momento di smettere. Convinto della bonta' della offerta firmavo il contratto senza leggere le clausole apposte. Inoltre il contratto non mi veniva consegnato sul momento ma spedito successivamente a casa. E qui scoprivo l'amara sorpresa: mi era stata fatta firmare una richiesta di finanziamento ad una finanziaria che aveva comprato il corso a mio nome e che ora pretende la somma erogata con gli interessi. Io ho bloccato i pagamenti della banca ma da un momento all'altro mi aspetto l'ingiunzione di pagamento. Inutile dire che dietro a questo istituto si nasconde una finanziaria con sede a Verona (Banca Wome) che il corso con patente europea risulta essere una "vendita porta a porta".Io ho disdetto il contratto ma mi e' stato risposto che questo tipo di contratto non prevede possibilita' di recedere. Che posso fare?

Risposta dell'ADUC Prima di tutto una considerazione: su che basi avrebbe vinto una borsa di studio senza farne richiesta? Il suo comportamento e' stato leggero.Il recesso non e' consentito, perche' l'atto e' stato stipulato in sede.Le consigliamo di fare denuncia in magistratura contro l'ignoto operatore che le ha fatto firmare il documento (NON contro la ditta, la quale formalmente non ha alcuna responsabilita' penale), e di inviare anche una raccomandata con ricevuta di ritorno facendo appello al vizio di volonta': scriva che al momento della stipula contrattuale non gli e' stato concesso di visionare il contratto e la firma le e' stata estorta facendole credere che stesse firmano un atto di diversa natura; da cio' ne discende che l'atto stipulato, mancando il requisito fondamentale della volonta', e' giuridicamente non valido, e come tale nullo. Detti un termine di 15 giorni entro cui la controparte e' tenuta a risponderle, e specifichi che in caso contrario si vedra' costretto a fare causa.Per cio' che concerne il finanziamento, la informiamo comunque che -pur dovendo obbligatoriamente comunicare alla finanziaria, tramite A/R, l'accaduto- non ha diritto di sospendere i pagamenti, poiche' questo contratto non e' direttamente correlato con quello contratto del corso (e dunque non vi sono i presupposti per interromperlo).

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